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Triuggio (MB)

immagine inclusa nella scheda



Il territorio si divide in quattro siti (Triuggio, Tregasio, Rancate e Canonica) ed è caratterizzato da ampie aree boschive — localizzate soprattutto lungo le piccoli valli che lo solcano — i cui nomi derivano dalle rogge che le attraversano e che finiscono per affluire al Lambro: la Brovada, il Cantalupo e il Pegorino.
FIM: ERRORE 2

TRIUGGIO
Capoluogo nel centro del paese si trova la “Parrocchia di S.Antonino Martire”, risalente al 1901, opera degli architetti Castelli e Volontè; in essa sono meritevoli di menzione e di visita le vetrate ideate dall’architetto Cabiati,: le scene della Via Crucis del viennese Joseph Furhrisch (1872), i dipinti raffiguranti la “Madonna con bambino”, “L’angelo custode” e la “Sacra Famiglia” risalenti al XVIII secolo.
Sulla strada che porta a Tregasio si trova la “Casa Don Bosco”, un tempo proprietà della famiglia Caprotti, attiva nella tessitura; la Villa venne acquistata nel 1948 dalla Chiesa con l’appoggio del Cardinal Schuster, oggi ospita anche esercizi spirituali e convegni sacerdotali.
È sede di attività di produzione “eccellenti” che competono sullo scenario mondiale, oltre che europeo.

TREGASIO
L’origine etimologica del nome Tregasio risale al 1147, dove compare per la prima volta come “trewa”, che significa luogo di sosta, fermata; infatti la sua collocazione porta a sostare brevemente sia salendo da Triuggio sia da Canonica.
La frazione, ubicata nella zona più elevata di Triuggio si caratterizza per la presenza di uno dei monumenti più significativi dell’arte neoclassica della Brianza: “La Rotonda” (dichiarato monumento nazionale). Fu eretta nel 1842, dalla contessa Federica d’Adda vedova dell’architetto Cagnola e sposa in seconde nozze con l’architetto Nava, autore del progetto (forse ispirato dal disegno di una chiesa parrocchiale del Cagnola). L’interno, oltre a presentare gli affreschi di Casnedi, contiene un altare che riproduce un sarcofago di epoca romana.
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Adiacente la Rotonda, la Parrocchia neogotica, dell’Arch.Chiappetta, intitolata ai SS. Martiri Gervasio e Protasio consacrata nel 1922.
In località Zuccone S.Giovanni è sita la Villa Sacro Cuore, centro spirituale diretto dai Padri della Compagnia di Gesù, antico possedimento dei Padri Barnabiti, fu in seguito restaurata ed ampliata ad opera di Mons. Chiappetta. La statua di Gesù Benedicente, dalla sommità dell’edificio domina una vasta visuale.
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Nelle vicinanze si trova Villa Jacini, originariamente casino di caccia del Cardinale Angelo Maria Durini (1725-1796: letterato e mecenate). Vi trovò ospitalità tra i tanti, anche Giuseppe Parini. Oggi la villa è di proprietà dei Conti Jacini.
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Tregadio, terra di confine con Besana, è sede di numerose aziende artigianali, di piccole e medie industrie, di società di servizi e di grandi aziende agricole.


RANCATE
Frazione ubicata a Nord di Triuggio. Anticamente denominata Roncate, il toponimo deriverebbe da “roncar”, abbattere alberi, dissodare il suolo.
L’attuale Chiesa parrocchiale fu costruita nel 1606 ad opera del Cardinale Federico Borromeo sulle rovine di una precedente chiesa risalente al 1500, e dedicata a Maria Assunta. Al suo interno, si ha come pala d’altare una Madonna, trasportata qui da una precedente cappella, eretta appunto nel 1507 sulla sponda del Lambro, in ricordo di un’apparizione della Madonna a due bambini in pericolo. La Chiesa parrocchiale fu considerata in seguito santuario di devozione alla Madre di Dio.
L’interno a croce latina, a tre navate, racchiude un ragguardevole complesso di opere pittoriche, qualificandone la fama di “Chiesa Museo”. Tra queste, meritevoli di menzione sono gli episodi biblici ivi affrescati da Andrea Appiani (1785), eseguiti qualche anno prima di quelli che si possono ammirare all´interno della Villa Reale di Monza, tele di Bartolomeo Roverio (detto il Novesino, o Genovesino) di Giulio (o Camillo) Campi, pittori cremonesi, e infine stucchi del ticinese Giocondo Albertolli (1742 -1830), professore presso l´Istituto d’arte a Brera.
Tra le varie ville presenti sul territorio, va ricordato il recente restauro della Cascina Boffalora, oggi adibito a “Centro di Educazione Ambientale”
La recente riqualificazione di Villa Biffi a Centro Congressi, ad opera della Banca di Credito Cooperativo di Triuggio, dota la frazione di una struttura al servizio di tutto il territorio brianzolo.

CANONICA
Canonica è posta sulla sponda sinistra del Lambro, qui è sito uno dei più antichi palazzi nobiliari del Milanese: “Villa Taverna”. Immersa in un grande parco, prima di essere trasformato in villa (XVI sec.), era molto probabilmente un antico fortilizio. L’edificio, dopo aver subito ampliamenti ed adattamenti successivi su progetto di Pellegrino Tibaldi, assunse definitivamente pianta a “U”, schema tradizionale delle ville patrizie lombarde del XVI sec.
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Agli inizi del XVII sec. la villa divenne tristemente famosa per aver ospitato Giampaolo Osio, omicida, e conosciuto come Egidio, l’amante della Monaca di Monza (famosi personaggi manzoniani). L’Osio braccato dalle autorità, trovò rifugio presso la villa, ma venne in seguito arrestato e fu fatto assassinare negli scantinati della villa stessa.
Oggi all’interno della Villa, indenne da modifiche, è possibile ancora ammirare il giardino all’italiana che conserva l’originario schema compositivo cinquecentesco, le notevoli sale a volta ed un monumentale scalone che conduce al piano superiore. Inserita nel complesso monumentale, e disposta in posizione più elevata rispetto alla villa, si trova la Chiesina Barocca di S.Eurosia (1735) ad un’unica navata : si può ammirare una tela di F. Caponara (1863).
In prossimità di “Villa Taverna” si trova la Chiesa Parrocchiale di S. Maria della Neve (XVII sec). In essa è possibile ammirare l’effigie marmorea della Madonna della Neve, un tempo posta sulla mura di Villa Taverna e poi traslata in seguito ad eventi miracolosi a Lei attribuiti. La Chiesa è affrescata ad opera di G.B. Zalli.
In un ristorante di origini antichissime, posto lungo l’asse ottico della Villa si trova una lapide « Ancora vivente Ludovico il Moro di questo albergo il focolar s’accese e di sua fiamma ancor puoi far tesoro » che testimonia le nobili gesta del passato.




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Il Comune di Triuggio è sede del Parco Regionale della Valle del Lambro.
Sul territorio si alternano bellezze storiche, artistiche e naturali. Tra queste il Bosco Chignolo che, grazie al recupero promosso dal Comune di Triuggio, è un’area boschiva tornata allo splendore non solo attraverso il ripristino del patrimonio botanico, ma anche, caso unico in Italia, secondo una valorizzazione dell’identità storica e culturale del contesto in cui è inserito e una concezione dinamica della promozione didattica e fruitiva.
Il Bosco è aperto a tutti, con una particolare attenzione alle persone diversamente abili. È un’area boscata di 12 ettari di proprietà comunale. L’area ha una forma triangolare, simile a un piccolo promontorio fortificato che si incunea nella campagna circostante. Il nome Chignolo deriva dall’espressione dialettale “Chignoeu”, cuneo appunto. Per informazioni è possibile visitare il sito www.boscochignolo.it.
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Storia dello stemma
Lo stemma del Comune di Triuggio tende a evidenziare, attraverso una particolare figura araldica, il nome di un suo antico toponimo. A detta degli storici locali, il toponimo di Triuggio appare, per la prima volta, in un documento, solo a partire dal 1684. Anteriormente, i diversi altri toponimi latini che denominavano questa terra sembra derivassero tutti dalla forma latina “trejectus”, in quanto proprio in questo antico centro avveniva uno dei più attivi transiti per l’attraversamento del fiume Lambro. Sulla base di questa considerazione gli amministratori del tempo hanno ritenuto di inserire nello stemma la figura araldica della barca a remi, su un campo di colore azzurro. Si può inoltre aggiungere che la figura dello “scaglione” potrebbe alludere a uno dei tanti ponti che attraversavano il Lambro. Dal punto di vista araldico, questa figura è costituita da un pezzo di “banda” e da un pezzo di “sbarra” che, risalendo dai due angoli della punta dello scudo, si riuniscono ad angolo, in un punto dello scudo che prende il nome di “posto d’onore”.


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Sito web: www.comune.triuggio.mb.it


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